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Il rischio incendio, gli impianti e le attività a rischio nei depositi

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Il rischio incendio, gli impianti e le attività a rischio nei depositi

Fonte: Punto Sicuro 01.06.2021

In ambienti lavorativi come i depositi e i magazzini, destinati ad attività molto diverse (stoccaggio, immagazzinamento, movimentazione, accatastamento), sono diversi i rischi per gli operatori. Tra i tanti rischi a cui gli operatori sono soggetti in questi ambienti, c’è anche il rischio incendio.

Un rischio che dipende da fattori diversi (combustibilità di materiali stoccati e imballaggi, disposizione degli spazi, metodi di stoccaggio), e che può aumentare anche in relazione alle operazioni, alle attività che possono avvenire nei depositi.

Il documento “Fire safety in warehouses” elaborato dalla Fire Protection Association (FPA) tradotto in italiano con “Sicurezza antincendio nei depositi” da Guido Zaccarelli (Presidente Vicario APC Prevenzione incendi di AIAS). Questo documento è una delle linee guida prodotte in questi anni dalla Confederation of Fire Protection Association Europe ( CFPA-Europe), un’associazione europea di organizzazioni nazionali che si occupano di prevenzione e protezione dagli incendi.

In merito alla gestione della sicurezza antincendio nei depositi il documento riporta alcune indicazioni sui cosiddetti lavori a caldo. Si indica che, a meno che proprio non si possano evitare, “i lavori a caldo come le saldature, il taglio con fiamma ed altre attività simili non devono essere svolti all’interno di un deposito”.

Tuttavia se per giustificate ragioni “ciò non può essere evitato, tutte le attività che prevedono lavori a caldo devono essere svolte sotto un regime efficace di permessi per i lavori a caldo” e si rimanda alla Linea Guida “Fire safety basics for hot work operatives”.

Si sottolinea poi l’importanza di un’attenzione speciale laddove un lavoro a caldo “debba necessariamente essere effettuato nelle vicinanze di pannelli compositi con interno combustibile, sia che facciano parte di una separazione interna o che siano una parte esterna dell’edificio”.

Inoltre, si indica che così come i rischi direttamente connessi con i lavori a caldo, anche “le operazioni degli appaltatori (come la posa di pavimentazioni con adesivi volatili) può causare un aumento del rischio dell’attività se vengono lasciate eseguire senza un controllo adeguato. Prima dell’inizio delle operazioni, deve essere effettuata una valutazione aggiuntiva dei rischi connessi dalle operazioni degli appaltatori e devono essere adottate tutte le necessarie misure di controllo”.

La sicurezza antincendio nei depositi: imballaggio e sigillatura a caldo

Il documento si sofferma poi sull’imballaggio e sigillatura a caldo.

Si indica che tutte le operazioni che comprendono sigillatura a caldo e imballaggio termoretraibile “devono essere condotte in modo sicuro conformemente alla buona tecnica”: occorre perciò adottare metodi che non richiedano l’uso di fiamma libera.

Qualora possibile, le operazioni che comprendono sigillatura a caldo e imballaggio termoretraibile devono essere condotte in un compartimento antincendio separato dall’attività di deposito. I muri ed i pavimenti fra il deposito e l’area delle lavorazioni a caldo devono possedere una resistenza al fuoco di almeno 60 minuti. Se ciò non è possibile, le lavorazioni a caldo devono essere svolte ad almeno 5 m da qualsiasi materiale in deposito. Lo spazio intorno deve essere chiaramente identificato a pavimento, deve essere mantenuto sempre sgombro da potenziali sorgenti di innesco e da materiali combustibili, e deve essere ispezionato regolarmente.

Il personale interessato deve essere formato sul corretto uso delle attrezzature. Le attrezzature mobili devono essere sempre usate da almeno 2 persone formate.

Le apparecchiature devono sempre essere usate, ispezionate e sottoposte a manutenzione in conformità alle istruzioni del fabbricante.

Il calore che fuoriesce dalle apparecchiature di imballaggio deve essere regolato automaticamente e deve essere presente un interruttore in caso di superamento della temperatura di riferimento.

Se l’apparecchiatura lavora in automatico, deve essere spenta in caso di malfunzionamento della procedura di alimentazione.

I prodotti infiammabili, come bombolette spray, non devono essere imballati in confezioni sigillate a caldo o in imballaggi termoretraibili.

I rifiuti combustibili devono essere rimossi dalla zona ad intervalli regolari.

I prodotti appena usciti dal procedimento a caldo devono essere lasciati raffreddare prima di riportarli nel deposito. Nel caso ci siano grandi quantità di prodotti con imballaggio termoretraibile, a questo scopo può essere necessaria una zona di stoccaggio temporaneo separata dal deposito principale mediante una compartimentazione con resistenza al fuoco di almeno 60 minuti.

Alla fine di ogni periodo di lavoro, prima di abbandonare la zona deve essere effettuato un controllo per essere sicuri che l’apparecchiatura sia fredda e che non ci siano residui fumanti nelle vicinanze.

Un adeguato numero di estintori di tipo appropriato deve essere disponibile nella zona di lavorazioni a caldo.

La sicurezza antincendio nei depositi: gli impianti di riscaldamento

Per concludere ci soffermiamo su una parte del capitolo sulla gestione antincendio che non parla di attività a rischio, ma di impianti; in particolare l’impianto di riscaldamento.

Si segnala che gli apparecchi per il riscaldamento “devono essere progettati, installati e manutenuti in conformità alle istruzioni del fabbricante”. E “l’uso di riscaldatori e ventilatori portatili deve essere evitato”.

In particolare si indica che una centrale termica centralizzata “deve essere preferibilmente posizionata in un compartimento antincendio separato con una resistenza al fuoco di almeno 60 minuti rispetto ai locali adiacenti. Qualora ciò non sia possibile, le unità fisse di scambio termico alimentate a gas o gasolio devono essere posizionate vicino ad un muro esterno ed essere protette da guardrails che lascino uno spazio libero di almeno 1 m da tutte le superfici dell’apparecchio. Le tubazioni del combustibile devono avere il tragitto più diretto possibile e non devono attraversare compartimenti antincendio a meno che ciò non sia assolutamente inevitabile. Quando è necessario che le tubazioni attraversino muri o pavimenti di compartimentazione, devono essere predisposte apposite barriere passive. Quanto le tubazioni passano attraverso materiali combustibili, essi devono essere eliminati per una distanza di almeno 150 mm dalla tubazione e lo spazio risultante deve essere riempito con materiale isolante non combustibile”.

Inoltre se è necessario che la tubazione “passi attraverso o vicino agli scaffali di stoccaggio o ai pavimenti dei soppalchi, devono essere installate adeguate protezioni per lasciare uno spazio libero di almeno 1 m dai materiali combustibili o infiammabili”.

In ogni caso i riscaldatori ad irraggiamento “devono essere posizionati in modo da lasciare almeno 2 m di spazio libero da ogni materiale combustibile. I riscaldatori non devono essere posizionati in modo da dirigere l’aria calda contro muri realizzati con pannelli compositi, sia interni che esterni all’edificio”. E, infine, il posizionamento dei riscaldatori ad irraggiamento “deve essere rivalutato qualora si verifichino modifiche nella disposizione del deposito o nel tipo di deposito o nell’imballaggio e comunque ogni qualvolta la valutazione del rischio del deposito venga revisionata”.

Segnaliamo, in conclusione, che, riguardo alla gestione della sicurezza antincendio, il documento CFPA si sofferma anche sui seguenti argomenti:

  • pulizia e gestione dei locali
  • elettricità, gas ed altri servizi
  • fumo
  • carrelli elevatori
  • sostanze pericolose
  • prevenzione degli incendi dolosi.

 

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